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Paternò
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mwhqPaternò (mwhgmwhwAFI: /paterˈnɔ/cite-ref-4[4]) è un mwjqcomune italiano di mwjg44 490 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkwcittà metropolitana di Catania in mwlaSicilia.

Situata nella parte orientale dell'isola, più precisamente nel lato sudoccidentale a ridosso del vulcano mwlgEtna, dista 18,4mwlw km da mwmaCatania, capoluogo di provinciacite-ref-distanze-5-0[5], e 183,7mwnq km da mwngPalermo, capoluogo di regione.cite-ref-distanze-5-1[5]

Sorge nella zona di un sito dove fino al mwpaII secolo a.C. sorgeva l'antico villaggio siculo di mwpqmwpgHybla Gereatis, nel corso della sua storia seguì le vicissitudini della Sicilia. Nel mwpw1072, i normanni fondarono l’attuale città che divenne uno Stato feudale di mwqarango comitale con il conte normanno mwqqRuggero I di Sicilia. In mwqgepoca aragonese fece parte della mwqwCamera Reginale - salvo il periodo in cui fu nuovamente contea degli mwraAlagona (mwrq1365-mwrg1396) - per poi diventare dominio feudale della famiglia mwrwMoncada, con i quali fu elevata a mwsaprincipato nel mwsq1565, e di cui ebbero il dominio fino al mwsg1812, con l'abolizione del mwswfeudalesimo nel mwtaRegno di Sicilia.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Altro
Media
Teatro
Cinema
Musica
Cucina
Eventi
Servizi
Turismo
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Paternò è un mwuqcentro urbano di medio-piccole dimensioni situato nell'entroterra etneocite-ref-6[6], nell'estrema parte occidentale del territorio della mwvgcittà metropolitana di Catania, al confine con il mwvwlibero consorzio comunale di Enna.

Il suo territorio ha un'estensione di 144,68mwwq km²cite-ref-superficie-7-0[7], l'ottava tra i comuni della sua provincia.cite-ref-superficie-7-1[7] Confina a nord con mwygBiancavilla, mwywSanta Maria di Licodia e mwzaRagalna, a ovest con mwzqCenturipe, in provincia di Enna, a est con mwzgBelpasso, a sud con mwzwCastel di Iudica e mwaaRamacca, appartenenti al distretto del mwaqCalatino.cite-ref-8[8]

Il territorio di Paternò è situato alle pendici sudoccidentali dell'mwbwEtna. Prevalentemente collinare e pianeggiantecite-ref-altitudine-9-0[9], dal punto di vista mwdageomorfologico, è suddiviso in due aree ben definite, con i terreni di origine mwdqlavica nelle contrade verso est e i terreni di origine mwdgalluvionale a sud lungo la Valle del Simeto e la mwdwPiana di Catania.cite-ref-orografia-10-0[10] La sua altitudine media è di 225 mwfam mwfqs.l.m. - una delle più basse della provincia - che varia da una quota minima di 34 mwfgm mwfws.l.m. nella sua parte occidentale, a una quota massima di 2.845 mwgam mwgqs.l.m., nella parte orientale.cite-ref-altitudine-9-1[9]cite-ref-11[11]

Una buona parte del territorio paternese ricade nel bacino idrografico del fiume mwiwSimeto.cite-ref-12[12] Il territorio, inoltre è caratterizzato dalla presenza di numerose mwkasorgenti idriche, in quanto si incontrano gli strati lavici permeabili con quelli argillosi impermeabili, facendo fuoriuscire le acque provenienti dal bacino idrografico dell'Etna; le sorgenti più importanti sono Monafria, Maimonide e Currone.cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]

La città, invece, è racchiusa in una conca delimitata dall'antico mwmgvulcano preistorico che fu il luogo dove sorse il primo nucleo abitato. Ubicate nella parte nordoccidentale del territorio comunale, le mwmwSalinelle, importante sito di interesse naturalistico. Il territorio di Paternò è caratterizzato da una scarsa presenza di mwnaboschi, ma ciò è dovuto principalmente al fatto che, grazie alla mwnqfertilità dei terreni, utilizzati per le coltivazioni - soprattutto quelle agrumarie - presenta circa 6.000 ha di superficie agricola utilizzata.cite-ref-sau-15-0[15]

A seguito dell'ordinanza emessa dalla mwowPresidenza del Consiglio dei ministri entrata in vigore il 20 marzo 2003, e deliberata dalla mwpaGiunta regionale siciliana il 19 dicembre, la mwpqclassificazione sismica attribuita al territorio del Comune di Paternò è quella di mwpgZona 2 (sismicità media)cite-ref-16[16].

Clima

Il clima è mediterraneo, tuttavia la posizione geografica tra la Piana di Catania e l'Etna nell'immediato entroterra rispetto alla costa ionica catanese ne risalta alcune caratteristiche continentali: mwrqmite di tipo subcontinentale nel periodo invernalecite-ref-17[17], e torrido e afoso in quello estivo. Le nevicate sono molto rare, anche se è avvenuto qualche episodio nel corso degli anni durante forti ondate di freddo.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]

È classificata quale mwuwzona climatica di tipo C.cite-ref-20[20]

| Paternò [ 21 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Paternò [ 21 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 13,1 | 13,7 | 15,4 | 17,9 | 22,5 | 27,0 | 30,4 | 30,4 | 27,2 | 22,4 | 18,1 | 14,5 | 13,8 | 18,6 | 29,3 | 22,6 | 21,1 |
| T. min. media ( °C ) | 5,6 | 5,6 | 6,8 | 8,9 | 12,5 | 16,6 | 19,4 | 19,9 | 17,6 | 13,9 | 10,2 | 7,3 | 6,2 | 9,4 | 18,6 | 13,9 | 12,0 |

Origini del nome

Numerosi studiosi, antichi e contemporanei, si sono soffermati sull'origine del mwxwtoponimo di «mwya Paternòmwyq », avendo questi proposto svariate ipotesi sul suo probabile significato.

Tra queste ipotesi sono degne di segnalazione quella dello storico mwywGaetano Savasta (in mwzaMemorie storiche della città di Paternò, 1905) e quella del linguista mwzqGiovanni Alessio, che nei loro studi si sono orientati verso l'ipotesi di un'origine mwzggreco-bizantina del nome.cite-ref-originenome-22-0[22] L'Alessio sostiene che il nome di Paternò sia legato a quello del vicino centro di mw0wAdernò (oggi reso in italiano con la forma dotta di mw1aAdrano), anch'esso di origine bizantina, e l'mw1qetimologia deriverebbe dall'espressione in lingua greca mw1gep-Adernòn, che significa «verso Adernò».cite-ref-originenome-22-1[22]cite-ref-23[23] Ma questa ipotesi, oltre ad essere semplicistica, non è suffragata da alcuna fonte storica.cite-ref-originenome-22-2[22] Il Savasta, invece, ha formulato l'ipotesi che il toponimo abbia origine mw4wlatina e che derivi da mw5aPaetram Aitnaion, il cui significato sarebbe «Rocca degli Etnei» (riferendosi all'antico toponimo di mw5qAitna). Ipotesi quest'ultima simile a quella formulata nel mw5gXVI secolo dallo storico mw5wLeandro Alberti, per il quale il toponimo comparve sotto i Romani.cite-ref-24[24]

Il geografo arabo mw7qAl-Muqaddasi, nella sua descrizione della Sicilia redatta intorno al 985, denomina la città come mw7gBatarnù e afferma che il toponimo era preesistente alla dominazione araba.cite-ref-25[25]cite-ref-toponimo-26-0[26] L'etimologia sarebbe perciò latino-bizantina, dove mw9wpaternum praedium, cioè "proprietà terriera ereditata dal padre", veniva pronunciato mw-aPaternón, per passare poi nella forma ufficiale dei testi antichi mw-qPaternio e quindi arrivare all'attuale Paternò. cite-ref-toponimo-26-1[26] Un'altra possibile interpretazione dell'origine del toponimo Paternò può essere dovuta al fatto che la città si trovi "davanti l'Etna", in latino "Praeter Aetna". Per sincrasi dei due lemma e rotazione dell'ultima vocale, il "Praeter Aetna" diventa P(r)a(e)ter(Aet)n(a=)o.

Fin qui le ricostruzioni linguistiche proposte sembrano tutte da ricondurre a impianti mw-wparetimoligici, tutte volte, come di consueto, a portare, con eccesiva bramosia, chiarezza su toponimi di significato oscuro e incompleto. Giova precisare che queste ipotesi, soprattutto le ultime, sono arbitrarie e prive di attendibili fonti storiche o adeguate ricostruzioni linguistiche.

Gli abitanti di Paternò sono detti mwaqepaternesi o mwaqipatornesi. In mwaqmsiciliano, sia gli uomini che le donne, sono detti mwaqqpatirnisi e per dissimulazione mwaqupaturnisi. Il paese è invece detto mwaqyPatirnò o localmente – per effetto della mwaqcassimilazione regressiva della ⟨r⟩ – mwaqgPatinnòcite-ref-27[27].

Storia

Età antica

Il popolamento e la fondazione di un centro abitato nel sito su cui sorge l'odierna città di Paternò, di origine mwarivulcanica, risalgono all'mwarmetà di Thapsos.cite-ref-28[28] In origine dovette trattarsi di un villaggio dei mwargSicani, i quali sarebbero stati successivamente cacciati dai mwarkSiculi, che vi si insediarono intorno al mwaroIV millennio a.C., sfruttarono il tipo di superficie per cavare dalle rocce i blocchi di lava ed estrarre gli utensili da lavoro e le macine, e vi costruirono edifici sulla parte sommitale del mwarscolle vulcanico.cite-ref-orografia-10-1[10]

Il villaggio assunse il nome di mwaseHybla (Ὕβλα), che per distinguerlo dalle altre città siciliane con lo stesso nome, fu chiamato mwasimwasmHybla Gereatis (o mwasqHybla Major).cite-ref-ibla-29-0[29] Nella stessa epoca e nella stessa area, sorse probabilmente il villaggio di mwaskmwasoInessa (Ἴνησσα). A fare menzione di queste due località, fu lo storico greco mwassTucidide, il quale affermò persino che i due villaggi fossero di origine sicula e li collocò nella medesima zona.cite-ref-30[30]

Le due città sicule caddero in mano greca attorno al 460 a.C., quando furono assediate dai mwateSiracusani guidati dal tiranno mwatiGerone I. Ad mwatmInessa si rifugiarono numerosi profughi provenienti da mwatqmwatuKatane, e fu successivamente denominata mwatymwatcAitna (Αἴτνα).cite-ref-orografia-10-2[10] Liberate dal dominio siracusano per opera dei mwatwCorinzi guidati dal generale mwat0Timoleonte nel 339 a.C., mwat4Inessa e mwat8Hybla seguirono le sorti dell'isola, passando nel 243 a.C. sotto il dominio di mwauaRoma, e furono inserite nell'elenco delle città mwauedecumane dell'isola.cite-ref-31[31]

Età medievale

Nel 476, avvenne la mwavqcaduta dell'Impero romano d'Occidente, e dopo questo evento si persero le tracce delle due antiche città di mwavuAitna e mwavyHybla: secondo il geografo mwavcStrabone i due villaggi siculi scomparvero attorno al mwavgII secolo a.C..cite-ref-32[32] La Sicilia, dapprima conquistata dai mwav0Barbari guidati da mwav4Odoacre, nel 553, al termine della mwav8Guerra gotica, passò sotto il dominio dell'mwawaImpero bizantino: al periodo bizantino risalrebbe la nascita dell'attuale nome della città etnea come mwawePaternón.cite-ref-toponimo-26-2[26]

Dell'mwawcepoca bizantina si hanno scarse notizie nelle fonti storiche, gran parte delle quali riportano scarne informazioni in merito all'intenso processo di mwawgcristianizzazione che portò alla diffusione dello stile di vita mwawkmonastico e alla costruzione di mwawoeremi, tra i quali, quello importantissimo di mwawsSan Vito (dal mwawwVI secolo).cite-ref-ibla-29-1[29] Il dominio bizantino sulla Sicilia cessò dopo quattro secoli, e nel 901, Paternò entrò a far parte dell'mwaxeEmirato di Sicilia, e il borgo fu chiamato mwaxiBatarnū (بترنو)cite-ref-33[33], che amministrativamente fu inserito nel mwaxcVal Demone.cite-ref-ibla-29-2[29] Secondo lo storico Francesco Giordano, risalirebbe a questo periodo, o ad epoca anteriore, il mwaxwmwax0qanat che si snoda all'interno della Collina storica; si tratta di un'opera di mwax4ingegneria idraulica per il convoglio, il trasporto e la distribuzione dell'acqua.cite-ref-34[34] Grazie alla fertilità dei luoghi, in mwaymepoca araba si assistette ad una costante ripresa delle attività agricole e pastorizie in tutto il territorio.cite-ref-35[35]

Nel 1061, la zona di Paternò fu liberata dal dominio islamico grazie all'esercito composto in gran parte da mwayknormanni guidati dal Gran Conte di Sicilia mwayoRuggero I d'Altavilla, che vi giunse dopo aver liberato mwaysMessina e gli altri centri del mwaywVal Demone.cite-ref-36[36] L’attuale centro fu fondato dai normanni e parte del nuovo mwazeRegno di Sicilia rappresentò per la città etnea l'inizio di un periodo di grande splendore civico ed economico: a Paternò, fu edificato il dongione normanno attorno al quale si sviluppò il borgo; e durante il regno del mwaziRe mwazmRuggero II d'Altavilla, furono edificati numerosi edifici ecclesiastici - chiese, conventi e monasteri - per cancellare ogni traccia della presenza islamica nella zona, nonostante là zona etnea in cui la componente etnica maggioritaria era quella mwazqgreca - fu uno dei meno islamizzati dell'isola.cite-ref-toponimo-26-3[26] Numerose furono anche le costruzioni di presidi militari e di difesa, come il mwazkdongione fatto edificare nel 1072 dall'Altavilla, usato come castello con scopo residenziale e militare per attaccare Catania e le altre zone controllate dagli arabi.cite-ref-37[37]cite-ref-38[38]

Dopo la fondazione normanna, Paternò divenne mwaamfeudo del Gran Conte Ruggero, che nel 1072 la elevò a mwaaqcontea ed assegnò in dote al genero mwaauUgo di Jersey, marito della figlia di primo letto mwaayFlandina d'Altavilla. La mwaacContea di Paternò fu soppressa nel 1200 - alla morte del conte mwaagBartolomeo de Luci - e reintegrata al mwaakdemanio, finché nel 1209 il giovane sovrano mwaaoFederico II di Sicilia la assegnò a Pagano Parisi (o de Parisio), che ne assunse la signoria in quanto marito di Margherita de Luci, figlia di Bartolomeo.cite-ref-parisi-39-0[39] Il dominio feudale del Parisi cessò nel 1213 perché accusato di sedizione contro il Re di Sicilia, che gliela confiscòcite-ref-parisi-39-1[39]; durante la mwabmDinastia siciliana degli Svevi, ebbero successivamente la mwabqsignoria su Paternò, Beatrice Lancia (1234-1250) e mwabuGalvano Lancia (1251-1268). Estintasi la dinastia sveva, con la morte del mwabyRe Manfredi di Sicilia nel mwabc1266, ci fu lo sterminio per ordine di mwabgCarlo I d'Angiò di tutti i membri maschi della mwabkCasa reale, e l'eliminazione dello stesso Lancia ad essi fedele, a cui venne confiscata la signoria di Paternò.cite-ref-ibla-29-3[29]cite-ref-40[40]

Nel 1268, gli mwacmAngioini si impadronirono della Sicilia, e il dominio feudale su Paternò risulta appartenere ad un signore di cognome Bonifacio, a cui succedette la figlia Giacoma, per mezzo della quale pervenne in dote al marito mwacqManfredi Maletta.cite-ref-ibla-29-4[29]cite-ref-41[41] Il Maletta, che nell'ambito della rivolta dei mwac0Vespri siciliani scoppiata nel 1282 contro i dominatori angioini, sostenne l'intervento degli mwac4Aragonesi nell'isola, li tradì nel 1299 per passare dalla parte degli Angioini; il principe mwac8Federico III di Sicilia, divenuto mwadaRe di Sicilia nel mwade1296, gli confiscò la terra di Paternò e la concesse ad mwadiUgo di Empúries, conte di Squillace.cite-ref-ibla-29-5[29]cite-ref-42[42] Nel 1302, il nuovo mwadsre di Sicilia inserì Paternò nella mwadwCamera Reginale, una dote patrimoniale che assegnò come dono di nozze alla consorte la regina mwad0Eleonora d'Angiò.cite-ref-43[43] Lo stesso re Federico III di Sicilia morì a Paternò la notte del 23 giugno 1337 nell'Ospedale della Commenda dell'Ordine di San Giovanni in Gerusalemme - sito fuori dalla cinta muraria della città - dopo essere stato qui ricoverato, mentre ammalato di mwaeipodagra, da Enna si recava a Catania.cite-ref-44[44]

Nel 1365, il re mwaegFederico IV di Sicilia assegnò Paternò ad mwaekArtale Alagona, conte di Mistretta, con cui riebbe lo mwaeostatus di contea avuto ai tempi della Dinastia degli mwaesAltavilla, avendo l'Alagona permutato la terra etnea con la mwaewContea di Mistretta.cite-ref-45[45] Gli mwafeAlagona persero Paternò nel 1396, a seguito di confisca ordinata dal re mwafiMartino I di Sicilia per l'accusa di mwafmfellonia a loro carico, e il medesimo, nel 1403 la reinserì nella Camera Reginale, a disposizione della sua consorte la regina mwafqBianca di Navarra, che due anni più tardi codificò un sistema di norme civili denominato mwafumwafyConsuetudini di Paternò.cite-ref-46[46]

La permanenza di Paternò all'interno della Camera Reginale durò fino al mwafwXV secolo: il re mwaf0Alfonso V d'Aragona vendette la terra e il castello di Paternò, dapprima a mwaf4Niccolò Speciale, barone di Spaccaforno nel 1431, e in seguito a mwaf8Guglielmo Raimondo Moncada, conte di Adernò nel 1456, con il mwagamwagemero e misto imperio sul feudo.cite-ref-47[47]cite-ref-48[48]

Paternò ebbe l'appellativo di «Città» in quell'epoca, come attestato da un mwagsdiploma del 1473 dell'arciprete Antonio de Rocco, un titolo che solitamente spettava alle mwagwsedi arcivescovili.cite-ref-49[49]

Età moderna

Il dominio feudale dei mwahgMoncada su Paternò, durò per quasi quattro secoli. La cittadina etnea, da semplice terra baronale fu elevata a rango di mwahkprincipato per l'investitura ottenuta dal conte mwahoFrancesco Moncada de Luna a mwahsprimo principe di Paternò da parte del re mwahwFilippo II di Spagna l'8 aprile 1565, resa esecutiva il 3 giugno 1567.cite-ref-50[50]

Il mwaiiPrincipato di Paternò fu uno dei maggiori stati feudali della Sicilia per superficie e popolazione, nonché uno con i più elevati livelli di ricchezza media pro capite, superiori persino a quelli di molte città demaniali.cite-ref-principato-51-0[51] Notevole impulso ebbero le attività agricole, artigianali e commerciali, e molto significativa fu l'affermazione di un mwaicceto borghese costituito da ricche famiglie che formarono lmwaig'mwaikmwaioélite cittadina che governava per conto del Principe.cite-ref-principato-51-1[51]

Il 26 aprile 1636, il principe mwajaLuigi Guglielmo Moncada d'Aragona La Cerda, emanò un decreto con il quale veniva decisa la separazione dei territori di Paternò e mwajeMalpasso, con quest'ultima che si costituiva casale autonomo e dotato di una propria giurisdizione.cite-ref-52[52] Paternò, ridimensionata per lo scorporo da Malpasso, non fu investita dall'mwajyeruzione dell'Etna del 1669, ma come tutti i centri della Sicilia orientale subì, al contrario, ingenti danni dal violento mwajcterremoto del 1693.cite-ref-terremoto-53-0[53] Il terribile evento sismico provocò nella città appena 60 vittimecite-ref-terremoto-53-1[53], ma già dalla seconda metà del mwakaXVII secolo, si verificò la progressiva espansione dell'abitato verso la pianura ad ovest con la nascita di nuovi quartieri e contrade, con conseguente abbandono dell'antico borgo sul colle lavico da parte degli abitanti.cite-ref-54[54] Risale a questo periodo un interessante documento, una Mappa prospettica (un disegno ad inchiostro inserito all'interno di un manoscritto del Sei-Settecento che raffigura la più antica veduta di Paternò) che inquadra la città con i suoi monumenti principali e con scene di vita quotidiana e di giustizia. Intenso fu lo sviluppo urbanistico e demografico nella "parte bassa" con la costruzione di piazze, strade e vicoli, la bonifica delle mwakuzone paludose, l'erezione di edifici religiosi e di abitazioni civili, avvenuta in maniera copiosa e spesso disordinata, che portò alla formazione di nuovi quartieri negli anni successivi fino a primi del XX secolo, e determinarono la fisionomia dell'attuale centro storico.cite-ref-55[55]

Il 22 luglio 1753, Paternò ebbe confermato il titolo di «Città».cite-ref-56[56]

Età contemporanea

Nel 1812, il re mwamqFerdinando III di Borbone, in risposta alla rivolta scoppiata nell'isola e all'avanzata napoleonica, concedette ai suoi sudditi del mwamuRegno di Sicilia una mwamycostituzione che sanciva l'abolizione del mwamcfeudalesimo, e pertanto il Principato di Paternò cessò di esistere, e con esso il dominio dei Moncada sulla città.

Dopo la caduta di mwamkNapoleone e dei vari Stati-fantoccio giacobini, nel 1816 nacque il mwamoRegno delle Due Sicilie: Paternò che a inizio mwamsXIX secolo contava una popolazione attorno ai 10.000 abitanti, con la riforma amministrativa del 1817 varata dalla Corona borbonica divenne comune circondariale e fu inserita nel mwamwDistretto di Catania.cite-ref-57[57] Nel 1826-31, veniva costruita la strada rotabile che collegava Paternò con Catania.cite-ref-58[58]

Dopo la fine del feudalesimo e la soppressione del Principato di Paternò, gli abitanti del quartiere di Licodia - che contava una popolazione di circa 2.200 unità - aspirarono alla sua elevazione a comune autonomo, che ottennero con Decreto Reale n. 6372 del 22 agosto 1840, che stabilì la sua istituzione al 1º gennaio 1841.cite-ref-59[59]cite-ref-60[60]

Nella mwan8Sicilia borbonica si diffuse tra la popolazione un sentimento ostile alla mwaoaCasa reale, che insorse con i moti del 1820, del 1837 e mwaoedel 1848. A Paternò, dove parte dellmwaoi'mwaomélite cittadina aderì alle idee mwaoqliberali diffusesi all'epoca ed alle organizzazioni segrete come la mwaouCarboneria, tali avvenimenti, verificatisi nei maggiori centri dell'isola, ebbero scarso eco e la stragrande maggioranza della popolazione non partecipò ad alcuna rivolta popolare.cite-ref-moti-61-0[61] L'insurrezione antiborbonica ebbe invece una vasta partecipazione popolare in città il 17 maggio 1860, che vide l'innalzarsi del mwaooTricolore: i volontari in camicia rossa di mwaosGiuseppe Garibaldi sconfissero un reparto dell'mwaowesercito borbonico guidato dal colonnello Mella, e questa impresa consentì successivamente ai mwao0garibaldini di conquistare Catania.cite-ref-62[62] Lo stesso Garibaldi, recò visita alla città nel 1864, che lo accolse festante, e al quale gli venne pure intitolata un'importante via del centro storico.

Dopo l'mwapmUnità d'Italia, a Paternò continuarono a persistere le stesse problematiche dell'era borbonica. Una vasta porzione di territorio era infestata dalla mwapqmalaria, per la vicina presenza del fiume mwapuSimeto, e il problema venne gradualmente risolto con le prime mwapybonifiche delle zone paludose nella mwapcPiana di Catania, avviate il secolo precedente ed attuate nel corso dei decenni successivi.cite-ref-63[63] La forte presenza del mwapwlatifondo non permise un corretto sviluppo delle attività agricole, neppure a seguito della lottizzazione delle terre demaniali avvenuta dopo il 1869, che favorì maggiormente i grandi proprietari terrieri e non i piccoli coltivatori.cite-ref-moti-61-1[61] Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, aumentò comunque la superficie agraria e forestale del territorio, che si arricchì così di agrumeti, fattore quest'ultimo che attrasse le migrazioni di mwaqebraccianti agricoli (detti «agrumari») provenienti dai comuni confinanti della stessa provincia e dai comuni rurali delle province di mwaqiEnna e di mwaqmMessinacite-ref-migrazioni-64-0[64]. Fiorenti erano anche le attività manifatturiere, e nel medesimo periodo, sorsero a Paternò le società operaie e le cooperative agricole.cite-ref-65[65] Tuttavia, le condizioni di vita dei ceti più umili della popolazione paternese rimanevano precarie, e il loro disagio veniva a manifestarsi con i tumulti scoppiati nell'aprile del 1896, contro l'introduzione di un'imposta comunale sui generi di largo consumo che aveva sostituito quella sul mwaqwfocatico, con assalti al municipio, agli uffici delle imposte e al carcere; l'ordine fu ristabilito con l'intervento prefettizio, la nuova imposta venne soppressa, il deficit comunale fu poi colmato dal governo nazionale.cite-ref-66[66]

La prima metà del XX secolo a Paternò fu caratterizzato da momenti di alti e bassi dal punto di vista economico. Durante il mwariFascismo - tranne che nel periodo della mwarmGrande crisi - conobbe un incremento della sua produzione agrumicola, in particolare a seguito delle politiche economiche mwarqautarchiche attuate dal regime di mwaruMussolini dopo le sanzioni del 1936, che favorirono la commercializzazione delle produzioni agricole locali, proteggendole dalla mwaryconcorrenza straniera.cite-ref-67[67]. Nelle due guerre mondiali, il centro etneo pagò un grosso tributo a livello di vite umane. Se nella mwarsprima guerra mondiale furono circa 600 i giovani paternesi mandati sul fronte che persero la vitacite-ref-68[68], fu soprattutto nella mwasaseconda guerra mondiale che si manifestarono gli eventi più disastrosi. La città fu sottoposta a pesanti mwasebombardamenti compiuti dall'aviazione mwasianglo-mwasmstatunitense dal 14 luglio al 2 agosto 1943, che distrussero l'80% dell'abitato e causarono 2.320 feriti.cite-ref-69[69] Il numero di morti, che la mwasgstoriografia ufficiale quantifica ad oltre 4.000 unità, in base a ricerche storiche compiute nei decenni successivi - tra cui quelle effettuate dallo storico e giornalista paternese mwaskEzio Costanzo - si aggirerebbe attorno alle 500 unità, e pertanto le stime fatte all'epoca sono state ritenute errate.cite-ref-toponimo-26-4[26]cite-ref-70[70]. Tra i quartieri più colpiti si ricorda quello denominato Montecenere, raso completamente al suolo (oggi le case presenti sono tutte ricostruite). Un pesante bombardamento, avvenuto il 15 Luglio del '43 sull'ospedale da campo allestito all'interno della Villa Moncada, tolse la vita a numerosi feriti e moribondi ivi presenti. Tra essi a perdere la vita ci fu pure padre Vincenzo Ravazzini, frate minore cappuccino originario di mwatiCastellarano ma residente nel convento paternese. Egli passando tra i giacigli dei moribondi era solito dar loro dell'acqua fresca dalla propria borraccia per rendere meno affannosi gli ultimi istanti della loro vita. Amministrati i sacramenti della confessione e dell'estrema unzione, il padre vegliava le povere anime sino al loro trapasso. In questo costante servizio di carità evangelica egli trovò la morte, ucciso dalle bombe che precedentemente avevano ferito mortalmente gli stessi morenti che assisteva.

La ricostruzione post-bellica a Paternò fu inizialmente molto lenta. Tuttavia lo sviluppo urbanistico della città ha subito una forte accelerazione negli sessanta-settanta, periodo in cui la "geografia" urbana e stradale della città si è meglio definita secondo gli standard moderni e meglio adattata alle esigenze delle nuove classi emergenti della mwatqborghesia medio-alta, con la creazione di nuovi quartieri. La nuova espansione urbanistica, conseguenza del costante incremento demografico, avvenne spesso in maniera disordinata, con numerosi casi di mwatuedilizia abusiva, che ha deturpato il tessuto urbano.cite-ref-71[71] Lungo la direttrice nord, invece, dove l'espansione è stata regolata dall'amministrazione comunale, si è sviluppato il mwatoquartiere Ardizzone, che presenta un'elevata dotazione di servizi e, soprattutto, di verde pubblico.cite-ref-ardizzone-72-0[72] Importante fu anche lo sviluppo demografico della frazione di Ragalna, eretta a comune autonomo nel 1985.cite-ref-73[73]

Malgrado l'adozione del primo mwauqpiano regolatore generale da parte dell'amministrazione comunale nel 1983, il problema dell'abusivismo edilizio a Paternò non cessò di persistere negli anni successivi, e ciò portò alla creazione di nuovi insediamenti abitativi nella parte sudoccidentale della città - denominata "Zona C1" - un processo che diede origine al quartiere mwauuScala Vecchia-Palazzolo. Lo sviluppo di zone periferiche e la riqualificazione di alcune parti della zona centrale dell'abitato, determinarono uno spopolamento del centro storico, passato dai 30.000 residenti del 1950 ai 18.000 del 1995.cite-ref-dati-prg-95-74-0[74]

Simboli

Lo mwavustemma, riconosciuto con D.P.C.M. del 10 giugno 1951cite-ref-acs-75-0[75], ha la seguente mwavoblasonatura:

«Di azzurro, alla torre al naturale, merlata alla ghibellina, aperta e finestrata del campo, fondata sulla campagna di verde, sostenuta da due ceraste dragonali, controrampanti d'oro. Ornamenti esteriori del Comune.

»

Il mwawegonfalone civico è stato concesso con D.P.R. del 1º luglio 1952cite-ref-acs-75-1[75]cite-ref-77[77], esso ha la seguente descrizione:

«drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione

centrata

in oro: Comune di Paternò. Le parti di metallo ed i cordoni sono dorati. L'asta verticale è ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro.

»

La mwaxabandiera cittadina è costituita da un drappo formato da due bande verticali di eguali dimensioni di colore rosso e azzurro, col rosso dalla parte dell'asta.

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor civile

«Sottoposta a continui violentissimi e indiscriminati bombardamenti, terrestri ed aerei, che causavano la perdita di oltre quattromila cittadini e la distruzione di gran parte delle abitazioni, dava costante esempio di stoico coraggio e di nobile dedizione alla Patria. La popolazione tutta, con fierissimo contegno, resistette impavida, nonostante le più dure sofferenze, offrendo, pur negli orrori e dei disastri della guerra, la più ammirevole manifestazione di elevate virtù civiche e di generoso spirito di solidarietà. Paternò, 14 luglio-3 agosto 1943.»


Roma, 19 settembre 1972

Titolo di Città


Roma, 9 febbraio 1983

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwaziChiesa del Carmine (XIV secolo), inizialmente intitolata al culto della mwazmMadonna della Catena. Donata dai Principi di Paternò all'mwazqOrdine dei Carmelitani nel 1573, assunse l'attuale denominazione e fu sede fino ai primi dell'Ottocento di un monastero e di un ospedale;
• mwazyChiesa del Pantheon (XVII secolo), in origine chiesa intitolata a mwazcGesù e mwazgMaria, che ospita la sepoltura dei militari paternesi caduti nella prima guerra mondiale;
• Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (1975), ospitata all'interno di un edificio prefabbricato nel quartiere Ardizzonecite-ref-79[79];
• Chiesa del Santissimo Crocifisso (1710), detta anche "Chiesa Nuova", piccola chiesa fondata dal nobile locale Fabrizio Bellia, che sul lato sinistro della facciata presenta una statua di mwaz8papa Giovanni Paolo IIcite-ref-80[80];
• mwa0uChiesa del Santissimo Salvatore (XVII secolo), piccola chiesa situata nella parte nordorientale del centro storico, con facciata piana a capanna, e ricca di decorazioni al suo interno;
• mwa0cChiesa della Madonna delle Grazie (metà XVII secolo), fondata dai mwa0gPadri agostiniani, la abbandonarono nel 1755. L'edificio ospita i culti della Madonna delle Grazie e di San Giuseppe;
• mwa0oChiesa della Madonna dell'Itria (XVI secolo), uno dei più antichi luoghi di culto sorti nella "parte bassa" di Paternò. Inizialmente intitolata al culto di Santa Barbara, fu sede dei cavalieri dell'mwa0sOrdine teutonico;
• mwa00Chiesa ed ex monastero della Santissima Annunziata (XVI secolo), in origine fu la mwa04cappella privata dell'annesso mwa08monastero delle mwa1aSuore benedettine, i cui locali oggi ospitano la biblioteca comunale.
• mwa1iChiesa dello Spirito Santo (2000), sorge nel quartiere Ardizzone ed è stata fatta costruire per volontà del commendator mwa1mMichelangelo Virgillito;
• mwa1uChiesa di Cristo al Monte (XVI secolo), di proprietà dell'Arciconfraternita dei Bianchicite-ref-81[81], realizzata in stile mwa1orococò;
• mwa1wChiesa di Cristo Re (1884), detta anche mwa10Chiesa del Purgatorio, realizzata in stile barocco con elementi neoclassici;
• Chiesa di San Biagio (1965), sorge nel rione periferico Scala Vecchia, ed è costruita in stile contemporaneocite-ref-82[82];
• mwa2qChiesa di San Domenico (1562), detta anche mwa2uChiesa del Santissimo Rosario. Dal 1686, il mwa2yconvento dell'mwa2cOrdine dei Domenicani a cui era annesso e da cui trae l'intitolazione, aveva la dignità di mwa2gpriorato;
• mwa2oChiesa di San Francesco all'Annunziata (1987), costruita secondo i criteri architettonici contemporanei su una preesistente chiesa del XIX secolo demolita nel 1977;
• mwa2wChiesa di San Francesco di Paola (1695), di stile barocco, situata in pieno centro storico;
• Chiesa di San Gaetano (1736 ca.), sorge nella parte settentrionale a ridosso del centro storico, che presenta numerosi elementi decorativi nella facciata e negli internicite-ref-83[83];
• mwa3mChiesa di San Giacomo (XVI secolo), intitolata al culto di mwa3qSan Giacomo Maggiore, sorge a ridosso della Collina storica;
• Chiesa di San Giovanni Bosco (1965), intitolata al culto del mwa3ypresbitero piemontese, sorge nel quartiere Coniglio, ed è realizzata in stile architettonico eclettico con elementi tipici dell'architettura romanicacite-ref-84[84];
• Chiesa di San Giuseppe (XIX secolo), inizialmente intitolata al culto di Santa Rosa, si trova nella frazione Sferro, e presenta i tratti tipici dell'architettura rurale del borgo in cui sorgecite-ref-85[85];
• mwa4eChiesa di San Marco (XIII secolo), di stile architettonico normanno, fu fondata come monastero benedettino;
• Chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa in stile architettonico moderno situata nel lato meridionale del centro, costruita nell'area su cui sorgeva una preesistente chiesa del XVI secolo, anch'essa intitolata al culto dell'mwa4mArcangelo Michelecite-ref-86[86];
• mwa4kChiesa di Sant'Antonio Abate (1517), fondata come convento francescano da parte del Conte di Adernò, fu utilizzata come mwa4olazzaretto durante l'epidemia di peste del 1576;
• Chiesa di Sant'Antonio alla Scala (2018), il più recente edificio sacro della città, che sorge nel rione Scala Vecchia-Palazzolo, che ospita i culti di Sant'Antonio abate e della Madonna della Scalacite-ref-87[87];
• mwa5eChiesa di Santa Barbara (XVI secolo), intitolata al culto della patrona cittadina mwa5iSanta Barbara dal 1583.
• mwa5qChiesa di Santa Caterina d'Alessandria (1730 ca.), sorge nel centro storico, e fu costruita su una preesistente chiesa del XVI secolo distrutta dal terremoto del 1693. Oltre al culto della mwa5usanta martire alessandrina, ospita anche il culto dei santi mwa5yAlfio, Filadelfo e Cirino;
• mwa5gChiesa di Santa Margherita (1750 ca.), edificio di stile barocco, sorge nel centro storico. Avente campanile simile a quello delle chiese orientali, oltre al culto della santa martire fanciulla mwa5kMargherita di Antiochia ospita anche il culto della mwa5oMaria Addolorata;
• mwa5wChiesa di Santa Maria dell'Alto (1072), eretta in epoca normanna e completata verso il 1342, sorge sulla Collina storica.
• mwa54Chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat (1090), fatta costruire dalla contessa mwa58Adelaide del Vasto, moglie del Gran Conte Ruggero. Prende il nome dall'mwa6aOrdine di Santa Maria di Valle Josaphat, ed ospita il culto dell'mwa6eAssunzione di Maria. È nota anche come mwa6ichiesa della Gancia, poiché sorge nel quartiere Gancia nel versante orientale del colle;
• mwa6qChiesa di Santa Maria delle Grazie (1608), ubicata sulla Collina storica, fu edificata dai Frati Cappuccini, ed è intitolata al culto della mwa6uMadonna delle Grazie poiché costruita sui resti di un preesistente convento che ospitava i monaci dell'omonima confraternita;
• mwa6cSantuario della Madonna della Consolazione, che sorge nell'estrema parte meridionale a ridosso del colle. Santuario dal 1937, fu edificato nel 1954 nell'area in cui sorgeva la chiesetta cinquecentesca distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Architetture civili

• Ex mwa68Palazzo Alessi (1787), meglio noto come mwa7aPalazzo di Città in quanto sede del mwa7emunicipio, in passato dimora della famiglia Alessi;
• Ex mwa7mPalazzo Ciancio (1618), tra i più antichi edifici nobileschi sorti nella parte bassa della città, nel rione San Francesco di Paola, appartenne alla nobile famiglia Ciancio;
• mwa7uPalazzo Cutore (XIX secolo), dimora della nobile famiglia Cutore dei baroni di San Carlo;
• mwa7cPalazzo Cutore-Recupero (XVIII secolo), dimora patrizia dei baroni Cutore Recupero;
• mwa7kPalazzo Moncada (1627), palazzo appartenuto ad un mwa7oramo minore della famiglia mwa7sMoncada, che godette di nobiltà in città;
• mwa70Portale Las Casas (XVI secolo), ubicato nel quartiere Falconieri, rappresenta ciò che rimane dell'antico e seicentesco mwa74Palazzo Las Casas, che fu residenza della nobile famiglia paternese di origine spagnola, andato in rovina;
• mwa8aVilla Coniglio (XVIII secolo), villa appartenuta ai baroni Coniglio, dal 2005 di proprietà comunale e sede di un centro diurno per anziani.

Architetture militari

• mwa8gCastello normanno (1072), monumento simbolo della città siciliana, fatto erigere dal Gran Conte Ruggero. In forma parallelepipeda, è un mwa8kmwa8odonjon come quelli francesi ed inglesi fortificati nello stesso periodo.cite-ref-88[88], e in seguito fu più volte rimaneggiato, in particolare nei primi anni del XIV secolo.
• mwa9aPorte di Paternò, risalenti al periodo mwa9enormanno, che all'origine furono nove, di cui se ne conservano tre: la mwa9iporta del Borgo, la mwa9mporta Lentini o mwa9qdel Pertuso e la mwa9uporta della Ballottola.
• mwa9cTorre dei Falconieri, costruita in mwa9getà medievale, fu probabilmente un avamposto di guerra utilizzato dai mwa9kfalconieri, ai quali deve la sua denominazione. Dal XVII secolo funge da torre campanaria della chiesa della Madonna dell'Itria.

Altro

• mwa-eAntica abbazia di Santa Maria della Scala, di origine bizantino-ortodossa in contrada Giaconia.cite-ref-89[89]
• mwa-cCimitero monumentale di Paternò, situato nell'estrema parte occidentale della Collina storica. Inaugurato nel mwa-g1887, ospita diverse tombe di alcuni paternesi illustri, e molte cappelle dalle particolari caratteristiche architettoniche.
• mwa-oEx Chiesa di San Biagio (XVII secolo), sorge in pieno centro storico, nelle vicinanze del Palazzo di Città. Fu intitolata al culto di mwa-sBiagio di Sebaste fino alla prima metà del XX secolo;
• Ex mwa-0Chiesa e convento di San Francesco sul Colle (1346), che all'interno conserva frammenti di mwa-4affreschi e alcuni residui dell'apparato decorativo barocco;
• mwa-aFonte Maimonide, sito nel quartiere dell'Acquagrassa, ospita al suo interno l'omonima mwa-esorgente idrica. Sorto dopo il 1733, fu un bagno pubblico rimasto attivo fino agli anni sessanta del XX secolo.
• mwa-mGiardino Moncada, considerato "il polmone verde" di Paternò essendo il più grande ed importante mwa-qparco pubblico della città. Nota come mwa-ua villa o mwa-ya villa e' pàpiri, sorge nella parte orientale della città a ridosso del centro storico, e fu realizzato nella seconda metà del XX secolo su un terreno donato dal cavalier Carmelo Moncada, da cui prende il nome.
• mwa-gMulini di Paternò, che furono una serie di mwa-kmulini ad acqua situati nelle campagne agricole. La loro presenza è attestata fin dall'epoca normanna, e oggi gran parte di queste strutture non esiste più: i pochi mulini rimasti sono in stato di abbandono o riutilizzati per altri scopi.
• mwa-sPalazzo delle arti (1122), ex monastero benedettino e sede di ospedale (1866-1966), dal 2007 è sede di museo che ospita vari eventi, rassegne d'arte moderna e conferenze;
• mwa-0Scalinata della matrice, realizzata verso il 1782. Ubicata nella parte mediana della Collina storica, collega il sagrato della Chiesa Madre con la porta del Borgo, antico ingresso principale della città.

Siti archeologici

• mwbaeAcquedotto romano di Catania, che fu la maggiore opera di mwbaiconvoglio idrico nella mwbamSicilia romana. Attraversava il territorio compreso tra le fonti sorgive di Santa Maria di Licodia e l'area urbana catanese, percorrendo gli attuali territori comunali di Paternò, Belpasso e Misterbianco prima di giungere al capoluogo etneo;
• mwbauPonte romano di Pietralunga, antico mwbayponte costruito sotto i mwbacRomani in contrada Pietralunga, zona situata ad ovest fuori dal centro abitato, di cui rimangono alcune tracce abbastanza visibili.
• mwbakPoggio Cocola, conosciuto anche come Poira è un'area archeologica situata alla sommità delle colline a Sud del fiume Simeto.

Aree naturali

• mwba0Oasi di Ponte Barca, situata in contrada Ponte Barca, che deve il suo nome alle rovine di un antico ponte su un tratto di Simeto. È un'mwba4area naturale protetta riconosciuta come sito di interesse comunitario, popolato da numerose specie di mwba8uccelli.
• mwbbeSalinelle di Paternò, che sono un'area geologico-naturalistica situata all'interno del territorio di Paternò, veri e propri mwbbivulcani di fango.
• mwbbqTratto di Pietralunga del Fiume Simeto, un mwbbusito naturalistico di interesse comunitario nei pressi del Simeto, che comprende un territorio di 675,00 ettari ricandente nei comuni di Biancavilla, Paternò e Centuripe.

Società

Evoluzione demografica

| Evoluzione demografica di Paternò nel periodo anteriore al 1861 [ 90 ] [ 91 ] [ 92 ] | Evoluzione demografica di Paternò nel periodo anteriore al 1861 [ 90 ] [ 91 ] [ 92 ] |
|---|---|
| 1500 | 4.000 |
| 1570 | 5.503 |
| 1583 | 6.415 |
| 1595 | 5.616 |
| 1600 | 5.050 |
| 1650 | 4.011 |
| 1713 | 6.341 |
| 1760 | 9.209 |
| 1798 | 9.808 |
| 1831 | 13.540 |
| 1852 | 13.733 |

Abitanti censiticite-ref-93[93]

Paternò è il quarto dei 58 comuni della città metropolitana di Catania per numero di abitanti.cite-ref-94[94] La sua mwbf8popolazione ha registrato un incremento costante a partire dal censimento del 1931, proseguito nei decenni successivi fino a raggiungere il suo massimo storico nel 2009, in cui contava 49.604 abitanti.cite-ref-demografia-95-0[95] Negli anni successivi, nel comune etneo si è verificata una forte contrazione del numero di abitanti, che al 31 dicembre 2018 risulta essere di 47.600 unitàcite-ref-demografia-95-1[95], perdendo anche la terza posizione a livello provinciale in favore di mwbggMisterbianco, la cui popolazione nello stesso periodo ha superato le 50.000 unità. Questo censimento non tiene conto( ovviamente per motivi territoriali) dei numerosissimi paternesi che vivono nella zona a cavallo tra la contrada Palazzolo e il quartiere cosiddetto "Amico Fritz" dal nome di uno storico locale presente, in quanto ubicato in territorio del comune di Belpasso seppure quasi a ridosso del centro urbano di Paternò e abitato esclusivamente da paternesi. A questi se ne aggiungono molti altri residenti nel comune di Ragalna,fino al 1985 frazione di Paternò, spesso nelle case nate per la villeggiatura estiva poi diventate residenze,o in altri casi abitazioni nate specificamente per trasferirsi in una zona più tranquilla senza allontanarsi eccessivamente da Paternò. Al 31 dicembre 2018, a Paternò il numero dei mwbgknati risultava essere di 465 unità (9,7‰), quello dei mwbgodecessi di 441 unità (9,2‰), da cui si ottiene un mwbgssaldo naturale positivo di 24 unità (+ 0,5‰).cite-ref-demografia-95-2[95] Negativi invece risultano i valori del mwbhasaldo migratorio che si registrano annualmente dal 2009, e più accentuati negli anni successivi (- 251 unità nel 2018).cite-ref-demografia-95-3[95]

La crescita demografica a Paternò, verificatasi nel XX secolo, risulta attenuata dai valori negativi del saldo migratorio che si sono registrati in modo particolare nel secondo dopoguerra.cite-ref-dati-prg-95-74-1[74] I flussi migratori in uscita che hanno interessato la popolazione paternese hanno registrato una maggiore intensità nel periodo del mwbhoboom economico, diretti verso il mwbhsNord Italia, la mwbhwRepubblica Federale Tedesca e il mwbh0Belgio, nonché verso altri comuni del mwbh4retroterra catanese, compreso il capoluogo. Diversamente, la popolazione di Paternò non è stata particolarmente interessata dal fenomeno dell'emigrazione nel periodo antecedente alle due guerre mondialicite-ref-migrazioni-64-1[64], a differenza di come avveniva nelle altre zone della Sicilia.

Etnie e minoranze straniere

La popolazione con cittadinanza straniera residente a Paternò, al 1º gennaio 2019 risulta essere di 1.048 unità, pari al 2,1% sul totale degli abitanti.cite-ref-stranieri-96-0[96] Il 58,9% degli stranieri regolarmente residenti proviene dalla mwbikRomania, e a seguire altre comunità più consistenti sono quelle provenienti da mwbioMarocco, mwbisTunisia, mwbiwAlbania e mwbi0Mauritius.cite-ref-stranieri-96-1[96]

Lingue e dialetti

Il subdialetto paternese (mwbjqpaturnisi) appartiene al gruppo dei mwbjudialetti catanesi privi di mwbjymetafonesi, ma ha delle sue particolarità. Rispetto all'idioma parlato a Catania e nei comuni limitrofi, il paternese differisce per la pronunzia larga, sfregata e una cadenza lenta.cite-ref-97[97]

Le differenziazioni a livello lessicale e fonetico, sono probabilmente dovute ad influssi ereditati dall'antico mwbjwdialetto gallo-italico parlato dai coloni settentrionali - detti mwbj0«lombardi» - giunti in massa a Paternò e negli altri feudi, dal mwbj4Monferrato e dalla mwbj8Liguria in epoca normanna sotto la signoria di mwbkaEnrico del Vastocite-ref-98[98], il cui idioma regredì successivamente dopo la diffusione della mwbkulingua siciliana, alla quale si commistionò.

Nel gergo popolare la parlata paternese è definita mwbkcallarunchiata, termine dialettale che deriva da mwbkglarunchia, ovvero mwbkkrana in lingua sicilianacite-ref-99[99], poiché l'mwbk4anfibio è uno degli emblemi della città, che essendo situata vicino ad un mwbk8fiume (mwblaSimeto ndr), vi sono nutrite colonie di questo animale.cite-ref-100[100]

Religione

L'esistenza dell'antico villaggio di mwblcHybla nello stesso sito in cui sorge la città di Paternò, attribuita da numerosi storici, ne suggerisce le origini mwblgpagane, come testimonia il nome dato in onore a mwblkIbla, la dea sicula della procreazione. Il mwbloCristianesimo a Paternò cominciò a diffondersi, secondo la tradizione, per opera dei monaci taumaturgi mwblsFilippo di Agira, mwblwCalogero di Calcedonia, mwbl0Onofrio anacoreta e mwbl4Archileone, che espulsero i demoni dalle rupi della collina di mwbl8Aitna. Gli spiriti malvagi o demoni furono fatti uscire da Filippo.cite-ref-101[101]

Ai tempi della dominazione saracena, Paternò fu una delle città meno islamizzate della Sicilia: la componente maggioritaria era costituita dai mwbmucristiani, sia mwbmycattolici che mwbmcortodossi, ai quali si affiancavano minoranze di mwbmgmusulmani ed mwbmkebrei, la cui consistenza numerica - di per sé insignificante - andò progressivamente a ridursi a partire dall'epoca normanna fino a scomparire definitivamente nei secoli successivi. Ogni gruppo religioso viveva in un proprio quartiere o zona, dove sorgevano i mwbmoluoghi di culto di riferimento.cite-ref-102[102]

La mwbnareligione più diffusa tra la sua popolazione è il mwbneCattolicesimo: la cittadina etnea, che fa parte dell'mwbniArcidiocesi di Catania è sede del XII Vicariatocite-ref-103[103], ed ha come patroni i santi cattolici mwbncVincenzo di Saragozza e mwbngBarbara di Nicomedia. Il primo culto fu introdotto dai Moncada nel XV secolo dopo aver assunto il dominio feudale su Paternò, il secondo nel 1576 su proclamazione popolare come segno di riconoscenza nei confronti della Santa, a cui la tradizione attribuisce la fine dell'epidemia di mwbnkpeste per sua intercessione.cite-ref-104[104]cite-ref-105[105]cite-ref-106[106]

Tradizioni e folclore

Le manifestazioni popolari più importanti che si svolgono a Paternò hanno carattere religioso, con una tradizione lunga di molti secoli.

La più importante di queste manifestazioni è la mwbo0processione in onore della patrona Santa Barbara, la cui ricorrenza cade annualmente il 4 dicembre, e le festività si svolgono per una settimana.cite-ref-sbarbara-107-0[107] Caratteristica della festa è rappresentata dai cerei - in paternese mwbpivarette - che precedono il mwbpmfercolo durante le tre processioni, e che sfilano anche nei giorni antecedenti.cite-ref-sbarbara-107-1[107] Le festività per la Santa vergine di Nicomedia si svolgono anche nei il 27 maggio e il 27 luglio, conosciute rispettivamente come mwbpgSanta Barbara delle rose e mwbpkSanta Barbara di mezza estate; durante le festività di luglio viene ricordata la traslazione delle reliquie della Santa, in quella detta "delle rose", viene commemorato un evento accaduto il 27 maggio 1780, nei pressi di mwbpoRagalna, in cui venne portato il busto reliquiario della Santa dinanzi al fronte lavico, che miracolosamente si arrestò.cite-ref-toponimo-26-5[26]

Dopo le festività in onore di Santa Barbara, altra processione religiosa molto sentita dai cittadini paternesi è quella in onore alla mwbqaMadonna della Consolazione, che annualmente si svolge il sabato che precede l'ultima domenica di maggio, poiché secondo la tradizione, l'ultimo sabato di maggio del 1580 la Madonna apparve ad una pastorella chiedendo che venisse costruita una cappella e promettendo di proteggere la città.cite-ref-toponimo-26-6[26] Altre manifestazioni religiose che si svolgono ogni anno a Paternò, e vedono una forte partecipazione da parte della popolazione sono: la processione del Cristo Morto e della Madonna Addolorata in occasione del mwbquVenerdì Santo; la processione del Cristo Risorto la domenica di mwbqyPasqua; la processione della mwbqcMadonna Assunta il 15 agosto; la processione della mwbqgMadonna Bambina l'8 settembre.cite-ref-toponimo-26-7[26]

Per il compatrono della città, San Vincenzo martire, il 22 gennaio di ogni anno si svolge una celebrazione eucaristica all'interno della Chiesa Matrice. Fino alla vigilia della seconda guerra mondiale, si svolgeva la processione per le vie cittadine in onore al diacono di Saragozza.cite-ref-108[108]

Istituzioni, enti e associazioni

Il comune è sede dell'omonimo Distretto sanitario, che comprende anche i comuni di Belpasso e Ragalnacite-ref-109[109], e vi sorge l'mwbrgOspedale Santissimo Salvatore, che ha origini antichissime ed è ospitato in un complesso inaugurato nel 1966, sito nel quartiere periferico nordoccidentale dell'Acquagrassa.cite-ref-110[110]

Qualità della vita

Paternò presenta notevoli problemi relativamente alla mwbr8qualità della vita, caratterizzata in linea generale da livelli precari e come una delle peggiori nel contesto dell'ex provincia di Catania. La città è afflitta da gravi problemi di degrado sociale e di sicurezza: registrano una preoccupante frequenza gli episodi di mwbsacriminalità - sia individuale che mwbseorganizzata - di vandalizzazione ai danni del patrimonio pubblico e privato, e dello spaccio e consumo di mwbsistupefacenti.cite-ref-111[111]cite-ref-112[112]

Un rapporto della mwbswDirezione nazionale antimafia e antiterrorismo del 2015, indica la zona comprendente Paternò, Adrano e Biancavilla, come il mwbs0Triangolo della morte.cite-ref-dnaa-113-0[113] Tra il 1978 e il 1986, nell'area furono commessi oltre 50 omicidi, maturati nell'ambito della faida tra le mwbtmmwbtqcosche rivali del comprensorio.cite-ref-114[114] La medesima relazione specifica che nelle cosche dei tre comuni del Triangolo della morte, permane una "situazione di forte fibrillazione".cite-ref-dnaa-113-1[113]

Destano preoccupazione i dati relativi ai livelli di mwbt4disoccupazione, che al 2011 presentavano un tasso generale del 26,9%, e di quella giovanile un tasso più elevato con il 51,3%.cite-ref-115[115] Bassa è la quota di cittadini residenti che quotidianamente si spostano fuori dal comune per ragioni di lavoro o di studio, che si attesta al 12,3% nel 2011.cite-ref-116[116] Elevato il suo indice di vulnerabilità sociale e materiale (102.4 nel 2011)cite-ref-117[117], come pure il tasso di proprietà immobiliare (67,5% nel 2011).cite-ref-118[118]

Cultura

Istruzione

Archivi e biblioteche

L'Archivio Storico Comunale di Paternò ha sede nel palazzo municipale in via Parco del Sole, nel quartiere Ardizzone. In esso sono conservati tutti i documenti storici del Comune di Paternò (1562-1995), della Congregazione di carità di Paternò (1886-1940), dell'Ente comunale di assistenza (1937-1970), delle Opere pie di Paternò (1825-1948), gli atti dello Stato civile del Comune di Paternò (1820-2006), e il registro delle sentenze dell'Ufficio di conciliazione di Paternò (1845).cite-ref-119[119]

La mwbvgbiblioteca comunale, intitolata all'illustre geografo paternese mwbvkGiovanni Battista Nicolosi (1610-1670), è stata istituita nel 1926, su iniziativa e interessamento dei professor Giuseppe Musarra del Regio ginnasio Rapisardi di Paternò, con una discreta raccolta di volumi donati al Comune nel 1835 dal dottor Antonino Mazzamuto e con altri volumi abbandonati nell'antico convento francescano sulla collina.cite-ref-120[120]cite-ref-121[121] Dapprima ubicata a Palazzo Alessi, dal 1951 ha sede nei locali dell'ex Monastero della Santissima Annunziata.cite-ref-122[122] Consta di un patrimonio librario di oltre 35.000 volumicite-ref-123[123], e molto vasta, si sviluppa su due piani, ed è dotata di sale lettura, sale multimediali e grandi saloni per conferenze. La parte inferiore da cui si accede da piazza della Concordia, è molto antica ed è stata restaurata riportando le fabbriche agli antichi splendori.

Scuole

Nel territorio di Paternò sono presenti 11 scuole dell'infanzia, 14 scuole di istruzione di primaria, 3 istituti comprensivi, 6 scuole di istruzione secondaria di primo grado, e 3 scuole di istruzione secondaria di secondo grado (mwbwwliceo classico "Mario Rapisardi", liceo linguistico, mwbw0liceo scientifico "Enrico Fermi", istituto d'istruzione superiore, mwbw4istituto tecnico commerciale, mwbw8istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente ).cite-ref-124[124]

Musei

A Paternò hanno sede tre mwbxomusei:


La Galleria d'Arte Moderna di Paternò è stata inaugurata nel 1982 in occasione di una mostra sulle sculture dell'artista mwbx8Giuseppe Mazzullo.cite-ref-gam-125-0[125]cite-ref-126[126] Dapprima ubicata al palazzo municipale dell'Ardizzonecite-ref-gam-125-1[125], è stata attiva fino al 1992, per poi venir riaperta nel 2002 nei locali dell'ex Piccolo Teatro alla loggetta delle Benedettine.cite-ref-127[127] La collezione permanente della GAM di Paternò è formata da donazioni di artisti che nel passato hanno esposto a Paternò. Sono presenti opere di numerosi autori tra cui mwbzaMario Sironi, mwbzeFausto Pirandello, mwbziPiero Guccione, mwbzmRemo Brindisi, mwbzqSergio Vacchi, mwbzuAchille Pace, mwbzyNicola Maria Martino, Enzo Indaco. Dal 2015, la sede della GAM è collocata nei locali dell'ex mwbzcpretura.cite-ref-128[128]

Museo Gaetano Savasta

Il museo civico, inaugurato nel 2007 e intitolato al presbitero e storico paternese mwbaaGaetano Savasta (1865-1922), comprende due sezioni: quella archeologica, presso l'ex carcere borbonico, e quella etnoantropologica (Museo della Civiltà Contadina), presso l'ex macello comunale.cite-ref-toponimo-26-8[26]

Casa Museo del Cantastorie

La Casa Museo del Cantastorie, inaugurata nel 2014 ed ospitata nei locali dell'ex Piccolo Teatro alla loggetta delle Benedettinecite-ref-toponimo-26-9[26]cite-ref-museocantastorie-129-0[129], è un'esposizione permanente dedicata alla tradizione dei mwbbacantastorie, che a Paternò ebbe molti esponenti, tra cui mwbbeCiccio Busacca, Luciano Palmeri, Ciccio Rinzino e mwbbiVito Santangelo.cite-ref-130[130] Il materiale conservato ed esposto nel museo (gli antichi cartelloni, materiali audio e video), è frutto del lavoro di ricerca e di animazione culturale dell'attore mwbbcGiovanni Calcagno e di un gruppo di artisti tra cui Eleonora Bordonaro, Dino Costa, Alessandro Nicolosi, Salvatore Ragusa, con lo scopo di raccogliere ed esporre tutto il materiale che parla e racconta dei Cantastorie di Paternò.cite-ref-museocantastorie-129-1[129]

Media

Stampa

A Paternò viene pubblicata la mwbb8rivista periodica quindicinale dal titolo mwbcamwbceGazzetta Rossazzurra (fino al 2015 mwbciLa Gazzetta Rossazzurra di Sicilia), attiva dal 1999 e fondata dal dott. Vincenzo Anicito, che si occupa di attualità, politica, cultura, turismo e sport, relativamente alla città e ad altri comuni del suo comprensorio. La testata è presente anche nella versione online con il suo sito www.gazzettarossazzurra.it .cite-ref-131[131] Fino a dicembre 2019 è andato in stampa mwbccFreedom24, testata fondata nel 2011 dal giornalista Andrea Di Bella, che ha poi proseguito le pubblicazioni online al sito internet www.freedom24news.eu (attivo dal 2013) e sui relativi canali social dedicati (attivi dal 2009). Il giornalista Di Bella ha anche fondato nel 2024 l’iniziativa d’Informazione locale mwbcgPaternò Domani sul social network Facebook. Ma sono stati tanti i giornali editi in città, che si sono poi persi. Da citare tra questi Zona Franca, uscito fino al 2021, Net Magazine e L'indipendente usciti fino al 2012.

Dal 1984 al 2014, veniva pubblicata la rivista mensile in formato mwbcoberlinese dal titolo mwbcsLa Gazzetta dell'Etna, fondata e diretta dal giornalista e scrittore Angelino Cunsolo (1928-2019) - già corrispondente paternese del quotidiano mwbcwmwbc0La Sicilia - che si occupava di attualità e di cultura riguardanti l'area etnea.cite-ref-132[132]cite-ref-133[133]cite-ref-134[134] Ma tante negli anni sono state le riviste del territorio come il mwbdoGiornale dell'Etna del prof. Salvo Benfatto o la mwbdsTribuna Etnea del prof. Enzo Castorina.

Nel 2021 viene pubblicato da Algra Editore il libro "mwbd0Paternò Arcana. I racconti." scritto da mwbd4Giorgio Ciancitto e Mario Cunsolo sulle leggende del territorio paternese.

Radio

A Paternò operano due mwbeeemittenti radiofoniche, mwbeiRadio Touring (attiva dal 1980)cite-ref-135[135], e mwbecRadio Citycite-ref-136[136], il cui segnale è diffuso in tutta la provincia.

Televisione

A Paternò operano tre mwbe4emittenti televisive, una generalista, mwbe8Ciak Telesud, attiva dal 1985, e due musicali, mwbfaTouring TV e mwbfeCity TV (attiva dal 2017cite-ref-137[137]).

Teatro

Nel periodo compreso tra la seconda metà del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo, a Paternò si svolgeva un'intensa attività teatrale grazie alla presenza in città di mwbfgcompagnie d'arte drammatica.

Di queste, le più note erano quelle di Alessandro Librizzi, detto mwbfoDon Liscianniru (1871-1945), quella di Barbaro Lo Giudice (padre del tenore mwbfsFranco Lo Giudice), e quella del cavaliere Alfio Bottino (1910-1990).cite-ref-teatro-138-0[138] L'impresa del Librizzi in particolare, oltre che nell'mwbgaarte drammatica, era specializzata nell'mwbgeOpera dei Pupi, che a Paternò fu introdotta nel 1888 dal suocero, il catanese Carmelo Crimi.cite-ref-139[139] Lo stesso Librizzi, nel 1907 aveva fondato la prima mwbgysala cinematografica di Paternò, a cui fece seguito quella fondata da Lo Giudice, il mwbgcCinema Santa Barbara, attivo fino al 1985cite-ref-140[140]; Giuseppe Librizzi Crimi, nel 1931 fondò il mwbgwCine-Teatro Excelsior, e proseguì l'attività del padre Alessandro fino al 1940.cite-ref-toponimo-26-10[26] L'Excelsior è la più grande sala cinematografica privata di Paternò e dotata di 600 posti, che, chiusa nel 2013, è stata riaperta nel 2017 per iniziativa dell'associazione mwbheIl Cenacolo, allora presieduta da mwbhiNino Lombardo, ed è destinata alle associazioni culturali e alle scuole.cite-ref-141[141]

In passato, a Paternò fu presente un mwbhgteatro comunale (che sorgeva nell'attuale via Teatro), inaugurato nel 1704 e fatto costruire su personale iniziativa del marchese Alessandro Clarenza. Costui donò il teatro alla Chiesa di Santa Barbara nel 1734, prima di passare sotto la proprietà del comune nel 1755.cite-ref-142[142]cite-ref-143[143] Il teatro comunale fu abbattuto nel 1957 per realizzarvi la costruzione dell'mwbieufficio postale.cite-ref-teatro-138-1[138] Era il più importante della provincia etnea dopo il mwbiyTeatro Massimo di Catania, ed oltre alle compagnie locali vi svolsero spettacoli anche compagnie di rilievo nazionale e internazionale, come quelle di mwbicAchille Majeroni, mwbigErmete Zacconi, di mwbikGiovanni Grasso, di mwbioAngelo Musco e mwbisRosina Anselmi.cite-ref-teatro-138-2[138]

Cinema

Paternò è stata scelta come esterno per alcuni film:

• mwbjqmwbjuCavalleria rusticana (1939) di mwbjyAmleto Palermi
• mwbjgmwbjkI fidanzati (1963) di mwbjoErmanno Olmi
• mwbjwmwbj0Arriva la bufera (1992) di mwbj4Daniele Luchetti
• mwbkamwbkeLa piovra 7 (1995) mwbkiminiserie televisiva diretta da mwbkmLuigi Perelli (settima stagione della mwbkqmwbkuPiovra)
• mwbkcmwbkgVipera (2001) di mwbkkSergio Citti
• mwbksmwbkwLa matassa (2009) di mwbk0Ficarra e Picone e mwbk4Giambattista Avellino
• mwblamwbleCùntami (2021) di mwbliGiovanna Taviani - documentario

Musica

Paternò è stata inoltre scelta come set per alcuni video musicali, tra i quali:

• mwblcIl fuoco in una stanza (2018) del gruppo mwblgThe Zen Circus
• mwblomwblsVinavil (2018) di mwblwGiorgio Poi
• mwbl4mwbl8Tu no (2024) di mwbmaIrama

Cucina

La cucina paternese è pressoché identica a quella tipica dell'area etnea, ma ha delle peculiarità per ciò che riguarda la tradizione mwbmmdolciaria.cite-ref-144[144]

Tipico dolce natalizio è la mwbmkluna, a forma di mezzaluna ripiena di fichi secchi, miele, arance, mandarini e limoni canditi, mwbmopinoli, mwbmsnoci, mandorle, mwbmwuva passa e mwbm0cannella.cite-ref-dolci-145-0[145] In occasione della Pasqua, la specialità dolciaria è rappresentata dal mwbniciciliu, uova di gallina ornate con figure di pasta.cite-ref-dolci-145-1[145] Altra peculiarità prettamente paternese sono le cassatelle che differiscono da quelle diffuse in tutta l'isola (fagottini al ripieno di ricotta) essendo formate da 2 biscotti farciti di crema e nella parte superiore glassati con una tipica decorazione (il più delle volte una chiave di violino). Dal punto di vista mwbncgastronomico, il piatto tradizionale paternese è la mwbngrana, ed è diffuso anche il consumo dell'mwbnkanguilla.cite-ref-dolci-145-2[145]

Eventi

A Paternò uno degli eventi più importanti è il mwboecarnevale, uno dei più antichi della Sicilia, e il più antico della provincia di Catania dopo quello di mwboiAcireale. Il Carnevale di Paternò ha origini molto antiche e la sua istituzione fu ufficializzata nel 1868.cite-ref-146[146] Sospeso durante le due guerre mondiali, si svolse ininterrottamente dal 1950 al 1972, e si caratterizza per i balli in piazza e la sfilata dei mwbogcarri allegorici infiorati, il cui percorso parte dalla Villa Moncada, tocca le principali vie cittadine e si conclude in mwbokpiazza Indipendenza.cite-ref-147[147]cite-ref-148[148] Dal 1987, si svolge annualmente nel mese di febbraio, ma nelle edizioni più antiche la manifestazione prendeva avvio subito dopo l'mwbpiEpifania.cite-ref-149[149]

Altro evento di particolare rilevanza a Paternò è la Fiera di Settembre, che si svolge annualmente nelle prime due settimane del mese di settembre all'interno del mwbpkGiardino Moncada. La manifestazione, la cui prima edizione risale al 1976cite-ref-150[150], era stata interrotta con l'edizione del 1991, ed è ripresa nel 2003.cite-ref-151[151] Si svolge attraverso l'allestimento degli stand espositivi negli spazi interni della villa comunale, ed è dedicata all'agricoltura, all'artigianato locale, al commercio, ai prodotti tipici ed enogastronomici, e comprende anche gli spettacoli.cite-ref-152[152]

Paternò è nota anche per la Roccanormanna, manifestazione internazionale di mwbqcmusica, mwbqgarte, cultura e spettacolo, che si svolgeva al largo Belvedere nei pressi del Castello normanno. La rassegna, la cui prima edizione risale al 1978cite-ref-153[153], negli anni successivi si è svolta in maniera discontinua, e l'ultima risale al 2014.cite-ref-154[154]

Geografia antropica

Urbanistica

L'attuale mwbrucentro storico di Paternò si sviluppò verso la seconda metà del mwbryXVI secolo, quando vi si insediarono gli abitanti provenienti dalla Collina Storica, e l'abitato fu oggetto di numerosi interventi edilizi a partire dal secolo successivo.

La pianta urbanistica della città presenta delle particolari sequenze a "croce" di strade e di piazze. Si parte dalla via Vittorio Emanuele - detta "strada dritta" per via della sua struttura lineare - costruita agli inizi del mwbrgXIX secolo con il nome di via Ferdinandea, che attraversa gran parte del centro, tocca la piazza Regina Margherita - detta i "Quattro Canti" e molto simile a quelli di mwbrkPalermo - e la piazza Indipendenza, per poi concludersi davanti al prospetto della chiesa del Monastero.

Accanto al "salotto" classico dell'antica e suggestiva via Vittorio Emanuele ricca di dimore patrizie si affiancò, a partire dal mwbrssecondo dopoguerra, la via Emanuele Bellia (più larga della "strada dritta")cite-ref-dati-prg-95-74-2[74].In questa via più moderna e funzionale si affacciano grandi ed alti palazzi, negozi lussuosi ed attività commerciali di vario genere, è interrotta dalla grande piazza della Regione su cui prospettano gli edifici del primo circolo didattico, caserma dei carabinieri e pretura. Al centro incorniciata da spazi verdi è ubicata una fontana artistica con grandi pannelli a mosaico recanti scene di vita paternese.

Nel 1976, furono avviati i lavori per la realizzazione del quartiere "satellite" in contrada Ardizzone.cite-ref-ardizzone-72-1[72] Paternò subì quindi nuove spinte centrifughe che la portarono ad una successiva espansione verso il fronte orientale a partire dal corso Italia e dal corso del Popolo che videro il fiorire di nuove palazzine e ampliamenti delle strade con l'aggiunta di viali alberati e giardini, nonché la presenza dell'attuale sede del mwbsuMunicipio (un moderno palazzo di 10 piani edificato nel 1980).

L'abitato di Paternò è a tutt'oggi in fase di espansione: verso la parte sud della città è prevista infatti l'urbanizzazione del quartiere mwbscScala Vecchia-Palazzolo, il cui progetto comprende la realizzazione di un mwbsgparco, di alloggi popolari e di nuove strade.cite-ref-155[155]

Quartieri

A Paternò non esiste una suddivisione amministrativa del territorio in mwbs8quartieri, ma storico. Ad eccezione fatta per l'Ardizzone e Scala Vecchia-Palazzolo, i rioni paternesi sono tutti situati all'interno o a ridosso del centro storico. I quartieri più antichi di Paternò traggono la loro origine dall'antichità e dalla presenza di un edificio religiosocite-ref-quartieri-156-0[156], ed essi sono:

Acquagrassa, mwbtuArdizzone, Balatelle, Cappuccini, Circumvallazione, Coniglio, Consolazione, Falconieri, Gancia, Montecenere, Piano Cesarea, Pioppi, Purgatorio, mwbtyQuattro Canti, Salinelle, San Biagio, San Francesco di Paola, San Gaetano, San Giovanni (o delle Palme), San Michele, Sant'Antonio, Santa Barbara, Santa Caterina, Santissimo Salvatore, mwbtcScala Vecchia-Palazzolo, Via Sardegna, Via Verga, Villetta, Zona Mazzini.

Contrade

Nel territorio comunale di Paternò si trovano numerose contrade, che sono per gran parte zone disabitate, ma con molti terreni agricoli. La toponomastica delle contrade paternesi deve la propria origine al cognome di un mwbtofeudatario o per ragioni puramente storichecite-ref-quartieri-156-1[156]:

Acqua Rossa, Archimandrita, Ardizzonella, Baè, Barriera, Bellacortina, Buffa, Cafaro, Campisi, Canfarella, Cannicciola, Capannoni, Capitano, Cappellano, Cappuccini Vecchi, Carrubba, Casulle, Cavallara, Cesarea, Chiapparia, Chiusa Oria, Ciappe Bianche, Ciaramito, Cisterna, Civita, Civiti, Condotti, Coscia del Ponte, Costantina, Costantinella, Cotoniera, Currone, Cutura, Damuso, Feudo Stella, Fondaco della Fata, Fondaco Petulenti, Fontana Paradiso, Fossa della Creta, Fragione, Gammarella, Gerbini, Gerbini Soprano, Gerbini Sottano, Giacobbe, Giaconia, Gianferrante, Giosafatta, Iazzo, Jaconianni, Jungo, Lago, Leone, Magazzinazzo, Malcocinato, Malvezzaro, Mellicucco, Mendola, Monafria, Moncichene, Navarra, Nicolò, Ospedaletto, Palazzolo, Pantafurna, Pantano, Patellina, Pericello, Pero, Pescheria, Petulenti, Piano Lago, Picone, Pietralunga, Pispisa, Pizzo Scalilla, Poggio del Monaco, Poggio Rosso, Poira, Porrazzo, Portere Stella, Portiere Stella, Prefalaci, Priolo, Puzzillo, Raisa, Regalizie, Renazzi, Rescaporto, Revogadro, Revogadro Grande, Revogadro Piccolo, Rocce Acitano, Romito, Rotondella del Fiume, Tanazzo, Tanazzo Soprano, Tanazzo Sottano, Trappetazzo, Tre Fontane, Valle Soprana, Volta dei Cerchi, Zappulla.cite-ref-157[157]

Frazioni

mwbucSferro è l'unica mwbugfrazione di Paternò. Borgo agricolo fondato in epoca fascista, è situato nella parte sudoccidentale del territorio paternese, dista circa 11,6mwbuk km dal centro cittadino, ed ha una popolazione di 67 unità.cite-ref-158[158]

Economia

Paternò è da sempre uno dei maggiori centri agricoli della provincia di Catania: in passato l'mwbvaagricoltura ha costituito il mwbvesettore primario nell'economia paternese. Tuttavia però, con la terziarizzazione dell'economia verificatasi degli ultimi decenni, il primo settore è rappresentato dalle imprese attive nel mwbvicommercio (39,8%), seguite da quelle attive nell'agricoltura (18,6%), nell'mwbvmedilizia (16,2%), nel settore mwbvqmanifatturiero (8,6%), e il resto da servizi, trasporti, ecc. (16,8%).cite-ref-159[159]

Agricoltura

L'agricoltura costituisce tradizionalmente il più importante settore produttivo dell'mwbvseconomia di Paternò. Principale attività è la produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, in particolare gli mwbvwagrumi, la cui esportazione si rivolge sia al mwbv0mercato nazionale che estero.cite-ref-economia-160-0[160] Nello specifico il settore primario produce e commercializza l'mwbwiarancia rossa, conosciuta ed esportata in tutto il mondo: Paternò fa parte della zona di produzione dell'mwbwmArancia Rossa di Sicilia IGP.cite-ref-economia-160-1[160]cite-ref-161[161] Il territorio risulta fortemente coltivato, data l'elevata fertilità dei suoli, ed oltre alla produzione agrumaria vi sono quelle secondarie dei mwbwwcereali, dell'mwbw0uva, delle mwbw4olive e degli mwbw8ortaggi.cite-ref-economia-160-2[160]cite-ref-coltivazioni-162-0[162]

In passato molto diffuse erano anche altri tipi di colture. Fino al mwbxkXVI secolo, Paternò fu, assieme a Catania ed Acireale, uno dei maggiori centri della provincia per la coltivazione del mwbxobaco da seta, ed assieme ad mwbxsAdrano, il maggiore centro nella coltivazione del mwbxwcotone.cite-ref-163[163] Non meno rilevanti erano le coltivazioni dei mwbyelegumi e delle mwbyimandorle, a cui si aggiungeva anche una significativa produzione mwbymvinicola.

Tra gli operatori attivi nel settore, degna di menzione è la storica azienda mwbyuLa Costantina, che fino agli anni settanta-ottanta nel XX secolo era la più grande azienda agrumicola del mondo.

Di rilevanza è anche l'mwbycallevamento, che riguarda mwbygbovini, mwbykcaprini ed mwbyoequini.cite-ref-coltivazioni-162-1[162]

Artigianato

A Paternò l'mwbzeartigianato ha una tradizione secolare ed è ancora fiorente. Esso prevede dei settori come la lavorazione dell'mwbziargilla, della mwbzmpietra lavica, del mwbzqferro battuto e del mwbzulegno.cite-ref-dolci-145-3[145]

Industria

L'mwbzwattività manifatturiera a Paternò è poco sviluppata, e riguarda piccole imprese attive nei settori mwbz0conserviero, degli mwbz4imballaggi e della pastificazione.cite-ref-164[164]

Servizi

A Paternò molto sviluppato è il mwb0usettore terziario, che riveste un ruolo importante nell'economia cittadina, per la massiccia presenza di mwb0yattività commerciali, soprattutto nel centro.cite-ref-economia-160-3[160] In particolare, le attività legate al mwb0scommercio al dettaglio rappresentano circa il 40% delle unità operative.cite-ref-economia-160-4[160]

Considerevole è anche l'attività del commercio mercatale, che rappresenta il 7% delle unità operative, grazie al mercato che si svolge per tre giorni alla settimana (lunedì, giovedì, sabato) in contrada Fonte Maimonide.cite-ref-economia-160-5[160] Conosciuto dai paternesi come mwb1ua fera o' jovi, ovvero "la fiera del giovedì", storicamente l'attività del mercatino era concentrata in mwb1ypiazza Vittorio Veneto, ed è stato trasferito nell'attuale sito nel 1982.cite-ref-165[165]

Nel 2005 è stato inaugurato il centro commerciale mwb1wEtnapolis.

In passato Paternò fu un significativo centro mwb14finanziario, in quanto sede di quattro mwb18istituti di credito: il primo di essi fu la mwb2aBanca Popolare di Paternò fondata nel 1886. Gli altri storici istituti bancari furono la mwb2eBanca Commerciale di Credito Vittorio Emanuele, la mwb2iCassa Agricola G.B. Nicolosi e la mwb2mCassa di Credito «La Combattente».cite-ref-166[166]

Turismo

Nonostante la significativa presenza di beni monumentali e di interessanti siti naturalistici, il mwb2oturismo a Paternò è un settore che non è mai decollato. Al 2014, l'offerta di mwb2sstrutture ricettive nel territorio di Paternò, è costituita da appena 6 esercizi extralberghieri.cite-ref-167[167]

Infrastrutture e trasporti

Strade

I principali assi viari extraurbani che attraversano il territorio comunale di Paternò sono:

• mwb3uStrada statale 121 Catanese: collega al capoluogo catanese. Ammodernata a due corsie separate negli anni ottanta, è ormai del tutto insufficiente al volume di traffico giornaliero;
• mwb3cStrada statale 284 Occidentale Etnea: collega con mwb3gRandazzocite-ref-168[168];
• mwb34Strada statale 575 di Troina: collega con mwb38Troina e gli altri centri dell'Ennese da località Ponte Maccarronecite-ref-169[169].

Paternò è inoltre servita dalle seguenti mwb4ustrade provinciali:

• SP 4/II: mwb4gS. Maria di Licodia – Belpasso - Nicolosi;
• SP 15: mwb4oValcorrente – Agnelleria – Ponte Barca;
• SP 24: mwb4wPonte Barca – Gerbini;
• SP 56/II: mwb44Patellina – Belpasso;
• SP 57: mwb5aPaternò – Ragalna;
• SP 58: mwb5iPaternò – Tre Fontane;
• SP 77: mwb5qTre Fontane – Agnelleria – Barca dei Monaci (Giarretta);
• SP 102/I: mwb5yLago – Sferro;
• SP 102/II: mwb5gSferro – Bivio per Castel di Judica;
• SP 135: mwb5oPaternò – Fossa della Creta;
• SP 136: mwb5wScalilla – Porrazzo;
• SP 137/I: mwb54S. Marco – Pietralunga – Schettino;
• SP 137/II: mwb6aTre Fontane – Fontana Paradiso;
• SP 138: mwb6iPonte Barca – Tre Fontane;
• SP 139: mwb6qS. Marco – Ponte Barca;
• SP 140: mwb6yPaternò – Iaconianni.cite-ref-170[170]

Ferrovie

Paternò è dotata di tre mwb7estazioni ferroviarie; nell'estrema parte orientale della città, sorge la mwb7istazione FCE, essendo uno dei comuni della provincia attraversati dalla mwb7mFerrovia Circumetnea (a mwb7qscartamento ridotto, attiva dal 1895), che collega Catania con mwb7uRipostocite-ref-171[171].

Fuori dal centro abitato, nella parte meridionale, sorgono le due stazioni delle mwb7sFerrovie dello Stato: mwb7wSferro e mwb70Gerbini, facente parte della mwb74Ferrovia Palermo-Catania. Sempre nell'ambito delle FS, in passato era attiva anche la mwb78stazione di Paternò-San Marco, che sorge nell'omonima contrada, ed appartiene alla mwb8aFerrovia Motta Sant'Anastasia-Regalbuto, dismessa nel 1987.

Mobilità urbana

A Paternò è attivo il servizio di mwb8mtrasporto pubblico locale espletato dai bus navetta dell'mwb8qAzienda Siciliana Trasporti.cite-ref-172[172].

Per quel che concerne il trasporto extraurbano, Paternò è servita dalle linee mwb8oautobus della FCE lungo le direttrici Catania-Adrano, Catania-Randazzo e Adrano-Nicolosi, ed una che la collega a Ragalna, e quella dell'AST che la collega con Motta Sant'Anastasia.cite-ref-173[173]cite-ref-174[174]

Amministrazione

Gemellaggi

Santa Barbara (California), dal 1978cite-ref-175[175]
Sesto Fiorentino, dal 1981cite-ref-176[176]
Menden (Sauerland), dal 1987cite-ref-177[177]

Altre informazioni amministrative

Il comune di Paternò fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali:

• mwb-0regione agraria n.6 (mwb-4Colline litoranee di Paternò)cite-ref-178[178];
• mwb-qpatto territoriale "Simeto Etna"cite-ref-179[179];
• mwb-ogruppo di azione locale "Etna".cite-ref-180[180]

Sport

Calcio

Ha sede nel comune la società mwcamAssociazione Sportiva Dilettantistica Paternò Calcio, fondata nel 2017 che milita nel girone I di Serie D. La società è erede di una tradizione calcistica iniziata nel 1957 con la fondazione della Polisportiva Paternò. Il massimo torneo disputato dal Paternò Calcio è la mwcaqSerie C1. La squadra ha anche vinto la mwcauCoppa Italia Dilettanti 2023-2024, nel match vinto a Firenze l'11 maggio 2024 contro la mwcaySolbiatese.

Baseball

Il mwcaobaseball nasce a Paternò nel 1970. La prima società che ospitò questo sport americano fu la Polisportiva Libertas Itala. La società mwcasPolisportiva Warriors Paternò, nata nel 1982, ha militato nella Prima Divisione dell'mwcawItalian Baseball League dal 2001 al 2010.

I Paternò Dodgers, nati nel 1993, hanno vinto il campionato Italiano di categoria giovanile Little League Ragazzi Under 12.cite-ref-181[181] Altra squadra di baseball sono i mwcbiPaternò Red Sox, fondati nel 2008, che nel 2016 ha vinto il campionato italiano di baseball di mwcbmSerie A2.cite-ref-182[182]

Pallacanestro

Nella mwcbspallacanestro opera l'Associazione Sportiva Dilettantistica Basket Club Paternò, fondata nel 2010. Ha disputato la mwcbwSerie C maschile nel 2011.

Ciclismo

Paternò è stata interessata dal mwccaGiro d'Italia nelle edizioni del mwcce1949, del mwcci1967, del mwccm2018, del mwccq2020 e del mwccu2022,cite-ref-183[183]cite-ref-184[184] e dal mwcc4Giro di Sicilia nel mwcc82019.

Impianti sportivi

Maggiore impianto sportivo di Paternò è lo stadio comunale mwcdiFalcone-Borsellino, dove si disputano le partite interne del Paternò Calcio. Inaugurato nel 2001, sorge nel quartiere dell'Acquagrassa. Il campo di gioco è in erba e lo stadio è dotato di quattro tribunette - di cui una coperta - con una capienza massima complessiva di circa 4.000 spettatori. Nella stessa zona, sorge il mwcdmvelodromo Salinelle, già stadio di calcio costruito nel secondo dopoguerra e convertito in mwcdqvelodromo nel 2003, che versa in stato di abbandono ed è oggetto di ripetuti e continui atti di vandalismo.cite-ref-185[185] L'impianto rientra tra le 320 opere incompiute in Italia.cite-ref-186[186]

Nella medesima zona, sorgono altri impianti sportivi di proprietà comunale: il mwcd4Palazzetto dello Sport, attivo dal 1979cite-ref-187[187], e destinato alle società sportive locali che praticano la pallacanestro e la mwcempallavolo; la mwceqpiscina comunale (piscina Giovanni Paolo II), inaugurata nel 2009cite-ref-188[188]; cinque campi da mwceotennis.

Nella zona di Via Verga, parte meridionale della città, sorge il campo di baseball e di mwcewsoftball.cite-ref-189[189]

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Collegamenti esterni

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